Milano ha preseguito la sua campagna nell’architettura minore. Forse perché mira all’expo o forse solo perché si è accorta che per essere una città europea degna di questo nome un po’ bisogna soffrire (=spendere). Detto questo devo dire che le idee si sono rivelate tutte interessanti e ben accolte dalla cittadinanza che hanno visto molto più natalizia la propria città che solitamente si militava ai tristi (forse esagero) addobbi delle vie che i negozianti con molta dedizione e sacrificio allestiscono e pagano ogni anno.
L’approccio al una architettura minore nel clima natalizio usando la stessa città come scenario di se stessa mi sembra un’idea ottima che collegata con un uso semplice e mirato della luce come architettura e non come semplice decorazione è un gran passo!
Questo è un secondo capitolo.