Interessante libricino allegato al “Giornale dell’architettura” che riporta la traduzione in italiano di articoli sull’architettura della stampa americana/inglese.
Nel numero 6 gli articoli più interessanti e sfiziosi sono:
- se il marchio non ti fai, il successo non avrai
una analisi veloce e sintetica del cambiamento dei nomi degli studi professioni in architettura, anche loro seguono delle mode
- vette arabe
un riassunto della situazione architettonica negli emirati arabi uniti (Dubai), dove l’eclettismo regna sovrano così come il piacere di decorare gli edifici senza badare alla funzione. Un paese dove la corsa alla realizzazione di un edificio simbolo è tanto forte come la spinta che c’è per costruire migliaia di edifici che, per ora, rimangono vuoti, anche se sono stati chiamati a costruirli i maggiori esponenti dell’architettura contemporanea.
- lasciate che pensino a tutto gli archistar
tutti attaccano gli “archistar” come nomi di persone che non hanno più niente a che fare con l’architettura quella vera, ma forse bisognerebbe ripercorrere la storia per vedere come questa cosa si è evoluta e da cosa è partita: forse sono cambiate le esigenze della società di oggi e del cliente/committente, non siamo più nel clima che nutri il razionalismo.
- bambi Vs godzilla
uno scontro diretto tra due edifici di nuova fattura su Bond street a New York. Deborah Berke Vs Herzog de Meuron. Mi spiace per i fan ma Berke vince di cento passi, l’idea di HdeM è buona ma la realizzazione di bond street 48 è perfetta, davvero perfetta. Gli interni non so ma le proporzioni e la pulizia del prospetto è ineguagliabile.
Qui il sito ufficiale di Bond Street 48
che dire, questo numero mi è piaciuto.