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La luce e l’architettura minore

Continua la mia crociata per l’architettura minore e l’uso della luce…

Guarda l’edificio in via della chiusa, Milano

Girando per Milano ho trovato questo particolare edifico (map: via della chiusa, Milano), che dire, sicuramente molto High-tech nella sua pelle esterna e molto suggestivo nella sua versione notturna. Ora, non so quanto possano essere felici i vicini di questo rifulgere di luci ad intermittenza però devo dire che ancora una volta l’architettura minore si fa sentire. Si capisce, come, nel bene e nel male, controllare tutti i temi di un edifico non è cosa da poco. L’architettura è spettacolo, in 100 la vivono in 1.000.000 l’ammirano quindi bisogna curare tanto uno quanto l’altro (perché i 100 ovviamente la vivono 365 giorni l’anno 24 su 24 per in media una 10ina d’anni…).

Curare i dettagli tanto quanto quel superficiale che si pensa si possa demandare ad altri, curare i dettagli significa anche curare quegli aspetti che in genere non si pensa siano dell’architettura e che invece fanno la differenza: l’architettura minore.

Città: edifici di luce diversi sotto le feste ?!

Courtesy http://www.gabry.eu/blog/Sotto le feste capita ormai da almeno 2 anni che a natale un edifico/grattacielo in zona corso Como a Milano si addobbi con una veste nuova. Durante il periodo natalizio vengono lasciate accese le luci degli uffici in modo tale da comporre la scritta buone feste in cima ad un enorme albero di natale tutto fatto di “luci d’ufficio”. Sicuramente un’iniziativa divertente ma non troppo nuova. In America infatti sono degli specialisti in addobare gli edifici con appariscenti luci, striscioni caramelle, fiocchi e quant’altro (cft. Cartier Building, New York). Pensando però a quanto si fa per Natale giocando con gli edifici mi viene da pensare se qualcosa non si potrebbe fare tutto l’anno sfruttando quello che già è l’edificio con la sua facciata… Courtesy BIGpol, FlicrkSu questo tema c’è ad esempio un grattacielo a Miami Beach che cambia colore a intervalli regolari o a Berlino a Potsdamer Platz dove gli edifici rimangono accesi con luci interne a filo della facciata. Non dico quindi di intervenire con aggiunte o addobbi di di pensare di utilizzare quanto già mette a disposizione l’edificio, o, controsenso, progettare i futuri edifici pensando anche a questo aspetto. Permetterebbe forse un uso più oculato dell’energia, uno sfruttamento di tutte le risorse disponibili per fini economici ma anche paesaggistici (un maggior controllo è in fase di progetto una qualità!). Non ho certamente detto tutto ma era giusto uno spunto nel momento in cui si pensa a come unire città ed edifici, a come progettare la notte della nostra città e a come utilizzare meglio i mezzi e gli strumenti che già ci sono tutti i punti vista…